Storia

Il giardino dell'aristocrazia cedeva infatti il passo, anno dopo anno, a una radicale mutazione verso il
quartiere della nuova borgesia palermitana, che, nell'angusto spazio tra una città aristocratica e barocca e la
campagna dove le grandi famiglie nobiliari avevano le loro case di villeggiatura, stava faticosamente reclamando nuovi spazi
e nuovi stili. Fu così che l'attuale quartiere dove sorge l'hotel si trasformò in una fucina sperimentale per l'Art Nouveau,
il linguaggio architettonico che i nuovi ricchi scelsero per raccontare la loro ascesa. Palazzine, ville, chioschi e teatri erano
i nuovi simboli di questa Palermo all'avanguardia, come quelli che circondano l'hotel: il Kursal Biondo, il chiosco Ribaudo al Politeama, il Villino Favaloro,
Casa Gregorietti, Palazzo Paladino, Palazzo Dato, Palazzo Failla e il villino Ida, tutti simboli di una Palermo
 capitale europea insieme a Parigi e a Vienna, la Palermo delle officine Ducrot, e della famiglia Florio.